Chiunque abbia sognato paesaggi lunari, cascate che ti bagnano l’anima e strade che si perdono tra ghiacciai e vulcani, prima o poi finisce per pensare all’Islanda. Quest’isola sperduta nel nord Atlantico è una di quelle mete che ti cambiano dentro, e fidati, non c’è modo migliore per viverla che avere una casa sulle ruote. Libertà assoluta, zero orari e la possibilità di fermarti quando il panorama ti toglie il fiato. In questo articolo ti racconto come arrivare, cosa sapere prima di partire e gli itinerari da non perdere, dal Circolo d’Oro alla mitica Ring Road. Pronto a fare le valigie?
Come arrivare in Islanda e cosa sapere prima di partire
Arrivare in Islanda con il camper non è proprio una gita fuori porta, ma il viaggio stesso è già un’avventura. Il modo più classico è prendere il traghetto Smyril Line dalla Danimarca. Una volta alla settimana parte da Hirtshals, scala le isole Faroe e dopo circa 40 ore di navigazione ti sbarca a Seyðisfjørður. I prezzi? Per un camper fino a 7 metri con cabina doppia, siamo sugli 840 euro andata e ritorno. Prenotare con mesi di anticipo è obbligatorio, i posti volano via come il vento islandese.
Se parti dall’Italia, considera che da Roma a Hirtshals sono oltre 2.000 km. Austria, Germania, Svizzera… insomma, ti fai le ossa prima ancora di mettere piede sull’isola. In alternativa, puoi volare ad Amburgo e da lì attraversare la Danimarca in poche ore. Un bel compromesso se hai poco tempo ma non vuoi rinunciare al traghetto.
Una volta sull’isola, ci sono regole da tenere a mente. Il limite di velocità fuori città è 80 km/h, niente alcol oltre 0,5 g/l, e i fari vanno accesi sempre, anche col sole. Da novembre ad aprile servono gomme invernali con battistrada da almeno 3 mm. E occhio a una parola: “Bifreidastaedi bönnud” significa divieto di parcheggio, te lo dico perché le multe le fanno sul posto e sono salate. Ma ora che sai come arrivare, vediamo cosa vedere.
I percorsi imperdibili tra fuoco e ghiaccio
Il Circolo d’Oro è il battesimo perfetto per chi arriva in Islanda. In 5 giorni tocchi i punti chiave: Reykjavík con la sua chiesa Hallgrímskirkja e la spiaggia geotermica di Nauthólsvík, il Parco Nazionale di Thingvellir dove puoi fare snorkeling tra le placche tettoniche, la valle di Haukadalur con i geyser (Strokkur che spara acqua ogni pochi minuti è uno spettacolo) e la cascata Gullfoss che ti lascia senza parole. Ogni sera un campeggio diverso, ogni mattina una nuova meraviglia.
Se hai più tempo, la Ring Road è il sogno di ogni camperista. In 8 giorni abbracci tutta l’isola. Parti da Reykjavík e scendi verso sud: la cascata Seljalandsfoss che puoi girare da dietro, la spiaggia nera di Reynisfjara con i basalti a colonne, il Parco Nazionale Vatnajökull con escursioni sul ghiacciaio, la laguna di Jökulsárlán piena di iceberg e foche. Poi su verso est, con i paesaggi lunari di Stórurð, e infine nord: i bagni naturali di Mývatn (alternativa meno affollata della Laguna Blu), Húsavík per il whale watching e Akureyri, la capitale del nord.
Per chi arriva via mare, il nord dell’Islanda regala 6 giorni intensi. Da Seyðisfjørður con le sue sette cime da scalare, passando per Hverarönd con le sue pozze di fango bollente, fino alla penisola di Vatnsnes dove il troll di roccia Hvítserkur veglia sulla costa. In Islanda trovi circa 200 campeggi, aperti per lo più da giugno a settembre. Il campeggio libero per i camper è complicato, meglio chiedere sempre o usare le aree attrezzate. E portati strati di vestiti: il sole c’è ma l’aria è sempre fresca. Costume da bagno però non dimenticarlo, le sorgenti calde sono ovunque.


